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	<title>civiltà aliene Archivi - Technoenigma</title>
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		<title>Crani Allungati: Prove di Antiche Civiltà Aliene?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[KAL EL]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2024 17:09:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Uno dei più intriganti e controversi enigmi dell&#8217;archeologia moderna è rappresentato dai crani allungati, ritrovati...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.technoenigma.com/2024/07/11/crani-allungati-prove-di-antiche-civilta-aliene/">Crani Allungati: Prove di Antiche Civiltà Aliene?</a> proviene da <a href="https://www.technoenigma.com">Technoenigma</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei più intriganti e controversi enigmi dell&#8217;archeologia moderna è rappresentato dai crani allungati, ritrovati in varie parti del mondo, che continuano a suscitare una miriade di interrogativi e teorie speculative. Conosciuti scientificamente come <em>deformazioni craniche intenzionali</em>, questi reperti, caratterizzati da una forma allungata e spesso eccessivamente voluminosi, hanno alimentato dibattiti tra archeologi, antropologi e teorici degli antichi astronauti. Il tema principale che alimenta queste discussioni verte sulla domanda: i crani allungati sono prove di antiche civiltà aliene?</p>
<p>Le pratiche di allungamento cranico erano comuni in diverse culture antiche, dalle tribù delle regioni andine del Sud America ai popoli della regione balcanica in Europa. Tra gli esempi più noti vi sono i crani ritrovati a <strong>Paracas</strong>, in Perù, che risalgono a circa 3000 anni fa. Questi crani non solo presentano una forma allungata, ma anche una capacità cranica notevolmente superiore a quella dei crani umani normali, una caratteristica che ha scatenato speculazioni su un&#8217;origine non terrestre (Дональд П., &#8220;Непознатые древние цивилизации&#8221;, 2017).</p>
<p>I sostenitori delle teorie sugli antichi astronauti, come Erich von Däniken e Zecharia Sitchin, suggeriscono che questi crani possano essere la prova di contatti con esseri extraterrestri. Secondo queste ipotesi, le civiltà aliene avrebbero visitato la Terra in epoche remote, influenzando le culture umane e forse lasciando dietro di sé tracce genetiche (Von Däniken E., &#8220;Chariot of the Gods?&#8221;, 1968).</p>
<p>Tuttavia, la comunità scientifica offre spiegazioni più pragmatiche. Gli antropologi sostengono che molte culture antiche praticavano la deformazione cranica come segno di status sociale o di appartenenza a un gruppo specifico. Questa pratica veniva effettuata su bambini piccoli, le cui ossa craniche sono ancora flessibili, legando saldamente la testa con bende o utilizzando dispositivi a pressione (Antón S. C., &#8220;The Evolving Human Head&#8221;, 2011).</p>
<p>Inoltre, recenti esami genetici sui crani di Paracas hanno rivelato anomalie che non si riscontrano negli esseri umani moderni, sollevando ulteriori dubbi. Alcuni degli studi hanno evidenziato differenze significative nei mitocondri di queste mummie, suggerendo una possibile variante genetica che potrebbe spiegare le caratteristiche uniche di questi crani (Foerster B., &#8220;Enigma of the Elongated Skulls&#8221;, 2014).</p>
<p>Nonostante i diversi punti di vista, il mistero dei crani allungati rimane irrisolto. Le teorie delle antiche civiltà aliene continuano a fare eco tra gli appassionati di misteri inspiegabili mentre la scienza cerca risposte concrete attraverso metodi più rigorosi. In ogni caso, questi affascinanti reperti continuano a essere oggetto di intensi studi e accesi dibattiti, mantenendo vivo l&#8217;interesse per il passato enigmatico dell&#8217;umanità.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1133 aligncenter" src="https://www.technoenigma.com/wp-content/uploads/2024/07/crani-allungati.png" alt="" width="1024" height="1024" /></p>
<h2>Origini e scoperta dei crani allungati nel mondo</h2>
<p>L&#8217;origine dei crani allungati è un enigma che ha affascinato studiosi e appassionati di fenomeni inspiegabili per decenni. Questi misteriosi teschi sono stati scoperti in diverse parti del mondo, da Paracas in Perù a Malta, fino all&#8217;Egitto, sollevando interrogativi sulla loro origine e significato. Per alcuni, i crani allungati potrebbero essere prove concrete di contatti con civiltà extraterrestri nell&#8217;antichità. Ma come sono stati scoperti questi enigmatici resti e cosa sappiamo realmente su di essi?</p>
<p>Le prime scoperte note di crani allungati risalgono al XVIII secolo, quando gli esploratori iniziarono a documentare i resti umani con caratteristiche craniche anomale. Tuttavia, fu solo nel 1928 che furono portati alla luce i più famosi crani allungati, rinvenuti dall&#8217;archeologo peruviano Julio Tello durante gli scavi nel deserto di Paracas. Questi teschi, noti come i Crani di Paracas, presentano un volume cranico superiore del 25% rispetto a quello dei crani umani normali, nonché una conformazione facial e cranica distinta (Koning, 2004).</p>
<p>È importante notare che la pratica della deformazione cranica artificiale, ottenuta mediante fasciatura stretta del cranio dei neonati, è ben documentata in diverse culture antiche, tra cui gli Inca e i Maya in America centrale, e diverse tribù africane e asiatiche. Tuttavia, la distinzione e il volume insolito dei Crani di Paracas alimentano il dibattito: alcuni sostengono che non si tratti di deformazioni ottenute artificialmente ma di un tratto naturale di un&#8217;antica razza. Secondo un&#8217;ipotesi controversa, avanzata da Brien Foerster (2014), un ricercatore e autoproclamato esperto di archeologia alternativa, questi crani potrebbero appartenere a una specie umana non identificata o addirittura a visitatori extraterrestri.</p>
<p>Oltre a Perù, ritrovamenti di crani allungati sono stati riportati anche in altre parti del globo. In Europa, ad esempio, iscrizioni storiche e scavi archeologici hanno rivelato crani allungati associati a tribù germaniche e a popolazioni dell&#8217;antica Roma (Meiklejohn et al., 1992). In Egitto, alcuni dei crani trovati nelle tombe dei faraoni dimostrano evidenti segni di allungamento, suggerendo una possibile connessione con le élite governative e, forse, un desiderio di emulare aspetti celestiali o divini (Filer, 1995).</p>
<p>A tal proposito, diverse teorie emergono per spiegare il fenomeno. Storici come Margaret Murray (1956) hanno ipotizzato che la deformazione cranica fosse una pratica ritualistica o simbolica, volta a identificare i membri delle classi dominanti o i sacerdoti. Tuttavia, i sostenitori della teoria degli antichi astronauti, come Erich von Däniken (1968), vedono in questi crani una prova di contatti con esseri superiori provenienti da altri mondi. Secondo loro, le somiglianze con descrizioni di presunti visitatori alieni non devono essere ignorate.</p>
<p>In definitiva, i crani allungati continuano a rappresentare uno dei misteri più intriganti dell&#8217;archeologia. Mentre la scienza mainstream tende a spiegare i teschi attraverso la cultura umana e le pratiche di alterazione fisica, le interpretazioni alternative affascinano e provocano ulteriori domande sulla nostra storia e sull&#8217;influenza di possibili visitatori da altri mondi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Teorie sulle pratiche culturali di deformazione cranica</h2>
<p>Il fenomeno dei crani allungati è uno degli argomenti più affascinanti e dibattuti nel campo delle pratiche culturali antiche e delle teorie sugli incontri alieni. Questi crani, caratterizzati da una forma significativamente allungata rispetto alla norma, sono stati ritrovati in diverse parti del mondo, dal Sudamerica all&#8217;Africa, passando per l&#8217;Asia. Ma cosa ci dicono realmente questi crani? Sono davvero la prova che antiche civiltà erano in contatto con esseri extraterrestri, come sostengono alcuni teorici?</p>
<p>I crani allungati, come quelli scoperti a Paracas, in Perù, e a Malta, sono stati oggetto di numerose speculazioni. Alcuni ricercatori, tra cui Brien Foerster, hanno suggerito che la tipologia di deformazione e le caratteristiche strutturali di questi crani indichino una differenza genetica significativa rispetto ai crani umani moderni (<cite>Foerster, <i>The Enigma of Cranial Deformation</i>, 2014</cite>). Tuttavia, molti archeologi e antropologi ritengono che tali allungamenti siano il risultato di pratiche culturali deliberate, piuttosto che di mutazioni o interventi esterni.</p>
<p>Le tecniche di deformazione cranica, conosciute anche come <i>cradleboarding</i> o fasciatura del cranio, erano utilizzate in diverse culture per motivi estetici, sociali o spirituali. Nella cultura Maya, ad esempio, un cranio allungato era considerato un segno di bellezza e nobiltà. In altre culture, come quelle degli Huns e dei Mangbetu, si credeva che la forma allungata del cranio facilitasse un contatto più diretto con il divino o migliorasse le capacità cognitive (<cite>Cook, <i>A World of Heads: The History of Head Binding and Deformation</i>, 1989</cite>).</p>
<p>Quando si analizzano tali prove, è fondamentale distinguere tra naturalità della forma e artificiosità delle pratiche. La fossetta occipitale e altre caratteristiche morfologiche studiate tramite analisi tomografiche e comparazioni con crani normali, confermano che le pratiche di fasciatura del cranio iniziavano in età neonatale, quando le ossa del cranio erano ancora malleabili (<cite>Dembo &amp; Imbelloni, <i>Deformations of Human Skulls</i>, 1938</cite>).</p>
<p>Il coinvolgimento di civiltà extraterrestri nelle pratiche di deformazione cranica è una teoria che ha guadagnato popolarità grazie ai mass media e alla cultura popolare. Tuttavia, non c&#8217;è attualmente alcuna prova scientifica che supporti l&#8217;idea di un&#8217;influenza aliena. La maggioranza degli esperti concorda sul fatto che queste pratiche culturali sono un riflesso della cosmogonia e della struttura sociale delle comunità che le hanno adottate. I crani allungati, quindi, rappresentano un intrigante caso di studio delle capacità umane di modificare il proprio corpo per mezzo dell&#8217;ingegno culturale, piuttosto che un enigma irrisolto legato a visite extraterrestri (<cite>Ortner, <i>Human Paleopathology</i>, 2003</cite>).</p>
<p>In conclusione, mentre rimane affascinante speculare sulle possibilità di contatti alieni, le prove finora raccolte puntano fortemente verso spiegazioni culturali e antropologiche ben documentate. Continueremo a scoprire e a studiare questi misteriosi reperti per comprendere meglio le antiche culture e le loro credenze, ma per ora, gli allungamenti cranici rimangono un fenomeno umano straordinario piuttosto che una traccia di civiltà aliene.</p>
<h2>Prove a favore di una possibile origine extraterrestre</h2>
<p>I crani allungati, scoperti in vari siti archeologici in tutto il mondo, hanno sollevato numerosi interrogativi riguardo alla loro origine e significato. Uno degli aspetti più affascinanti e controversi di questa scoperta è l&#8217;ipotesi che questi crani potrebbero essere prove tangibili di antiche civiltà aliene che hanno visitato la Terra in epoche remote. Diversi elementi rafforzano questa teoria, spingendo sia studiosi sia appassionati a considerare la possibilità di un&#8217;origine extraterrestre per questi enigmatici resti.</p>
<p>In primo luogo, è importante sottolineare la morfologia di questi crani. Gli esemplari ritrovati, come quelli di Paracas in Perù, presentano una deformazione così estesa e regolare che appare difficile spiegare come possa essere stata ottenuta solo attraverso pratiche culturali di deformazione cranica, comunemente riscontrate in diverse culture antiche. La dottoressa Brien Foerster, esperta in studi sui crani di Paracas, ha enfatizzato che “la capacità cranica e la struttura delle ossa non corrispondono a quelle degli esseri umani moderni” (Foerster et al., 2014). Le analisi comparative indicano che la forma e il volume di questi crani sono significativamente diversi rispetto a quelli dei normali esseri umani.</p>
<p>Un ulteriore elemento di interesse risiede nelle analisi genetiche. Nel 2014, un team di genetisti ha condotto studi sul DNA dei crani di Paracas. I risultati preliminari hanno rivelato che i campioni presentavano mutazioni genetiche non riconducibili ai profili genetici dei popoli nativi americani conosciuti. L&#8217;analisi ha infatti identificato sequenze genetiche che sembrano appartenere a un gruppo umano completamente sconosciuto. Questo ha portato alcuni ricercatori, incluso Lloyd Pye, sostenitore della teoria sugli antichi astronauti, a suggerire che “i crani di Paracas potrebbero rappresentare i resti di una razza umana ibrida o addirittura di una specie extraterrestre”.</p>
<p>Anche le testimonianze storiche antiche possono offrire qualche indizio. Alcuni antichi testi e leggende parlano di “esseri divini” o “visitatori stellari” con caratteristiche fisiche peculiari, tra cui teste allungate. Gli antichi Egizi, ad esempio, raffiguravano spesso i loro dei, come Osiride e Horus, con crani allungati. Analogamente, i resti dei Tiahuanaco, una cultura preincaica, mostrano figure con teste allungate, suggerendo potenziali contatti culturali o addirittura ibridazioni con esseri di origini non terrestri.</p>
<p>Infine, risulta interessante considerare la distribuzione geografica dei crani allungati. Questi resti sono stati trovati non solo in Sud America, ma anche in Europa, Asia e Africa, suggerendo un fenomeno globale. Questa distribuzione potrebbe indicare una civiltà avanzata e globalmente collegata o, come suggerito da alcuni teorici degli antichi astronauti, la presenza di visitatori extraterrestri che avevano lasciato tracce della loro esistenza in diverse parti del pianeta.</p>
<p>Sebbene le prove a favore di un&#8217;origine extraterrestre dei crani allungati rimangano speculative, la combinazione di anomalie morfologiche, risultati genetici insoliti e testimonianze storiche indica che potrebbe esserci molto di più da scoprire riguardo questi enigmatici reperti. Continuare l&#8217;esplorazione scientifica e mantenere una mente aperta potrebbe un giorno portare alla luce verità sorprendenti e rivoluzionarie sul nostro passato e sulle possibili interazioni con civiltà non terrestri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Analisi scientifiche e genetiche dei crani allungati</h2>
<p>Le <strong>analisi scientifiche</strong> e <strong>genetiche</strong> dei crani allungati rappresentano un&#8217;area di ricerca intrigante e dibattuta, soprattutto in relazione all&#8217;ipotesi che queste particolari caratteristiche possano costituire prove di antiche civiltà aliene. I crani allungati, spesso chiamati anche &#8220;crani dolicocefali&#8221;, sono stati trovati in diversi siti archeologici in tutto il mondo, tra cui Perù, Egitto e Crimea. La scoperta di questi crani ha suscitato l&#8217;interesse non solo degli archeologi ma anche degli appassionati di fenomeni inspiegabili, dato che alcune teorie suggeriscono la possibilità di un&#8217;origine extraterrestre.</p>
<p>Uno degli studi più significativi è stato condotto sui famosi crani di Paracas, trovati in Perù. Questi crani presentano una forma estremamente allungata che differisce notevolmente dai crani umani standard. Secondo <em>Brien Foerster</em>, un ricercatore noto per il suo lavoro su questi crani, le analisi genetiche preliminari avrebbero rivelato la presenza di DNA mitocondriale con mutazioni non riscontrabili in nessun altro essere umano, primati o altre specie conosciute sulla Terra (<cite>Foerster, 2014</cite>). Questa scoperta ha portato ad ipotizzare che i crani allungati potrebbero appartenere a una specie umana completamente diversa o a esseri di origine aliena.</p>
<p>Tuttavia, questa teoria è stata oggetto di critiche da parte dell&#8217;establishment scientifico. <em>David S. Anderson</em>, un antropologo presso la <em>University of Louisville</em>, afferma che la forma allungata dei crani di Paracas può essere il risultato di pratiche culturali come la deformazione cranica intenzionale, una tradizione di lunga data che prevede l&#8217;uso di bende e tavolette per alterare la forma del cranio dei neonati (<cite>Anderson, 2015</cite>). La deformazione cranica è stata documentata in molte culture in tutto il mondo, compresi i Maya e gli antichi Egizi, e non richiede necessariamente una spiegazione di tipo alieno per essere compresa.</p>
<p>Dal punto di vista medico, gli studi sulla <strong>morfologia cranica</strong> suggeriscono anche che la deformazione cranica intenzionale non influisce sulla capacità cerebrale o sulle funzioni cognitive. Nonostante ciò, la discussione rimane aperta, poiché alcuni crani di Paracas presentano non solo una forma allungata ma anche un volume cranico maggiore rispetto ai crani umani normali. Ciò pone ulteriori interrogativi sulla possibilità che tali caratteristiche possano essere spiegate solo attraverso la deformazione intenzionale.</p>
<p>In aggiunta, le <strong>tecniche di datazione</strong> come la <em>datazione al radiocarbonio</em>, applicata ad alcuni di questi crani, hanno determinato che essi risalgono a circa 3.000 anni fa, un periodo in cui molte civiltà antiche erano già in grado di costruire strutture monumentali e avevano una conoscenza avanzata dell&#8217;astronomia. Questo rende ancora più affascinante la possibilità che i crani allungati possano appartenere a un&#8217;antica civiltà avanzata, anche se non necessariamente aliena.</p>
<p>In conclusione, mentre le analisi scientifiche e genetiche dei crani allungati forniscono prove interessanti e talvolta provocatorie, l&#8217;ipotesi di un&#8217;origine extraterrestre rimane altamente speculativa e contestata. Ulteriori ricerche e analisi sono necessarie per comprendere pienamente la vera natura e origine di questi enigmatici resti, che continuano ad alimentare l&#8217;immaginazione di quanti cercano risposte a uno dei più grandi misteri archeologici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Un Enigma Ancora Irrisolto sul Tema</h2>
<p>Dopo aver esaminato in dettaglio il fenomeno dei crani allungati, emerge chiaramente che ci troviamo di fronte a un enigma affascinante che solleva più domande che risposte. Dagli scavi archeologici in Perù e Messico, fino alle scoperte enigmatiche in Egitto e altre parti del mondo, i crani allungati rappresentano una sfida persistente per scienziati, ricercatori e appassionati di misteri. <strong>Qual è la vera origine di questi crani? Sono semplicemente il risultato di pratiche culturali umane, oppure indicano qualcosa di più straordinario, come il contatto con civiltà extraterrestri?</strong></p>
<p>Gli studiosi tendono a spiegare questo fenomeno come una pratica culturale conosciuta come &#8220;deformazione cranica intenzionale&#8221;. Alcuni ricercatori, come P. Tiesler, affermano che tali pratiche erano legate a motivazioni sociali, estetiche o rituali (&#8220;Head Shaping and Dental Decoration Among the Ancient Maya: Archaeological and Cultural Aspects&#8221;, 1999). Tuttavia, esistono caratteristiche fisiche di alcuni crani allungati che sfidano questa spiegazione. Ad esempio, in determinate scoperte, il volume cranico risulta essere significativamente più grande rispetto alla norma umana, una peculiarità che non può essere spiegata solamente attraverso la deformazione artificiale.</p>
<p><strong>L&#8217;ipotesi di un&#8217;origine extraterrestre</strong> trova sostegno tra vari teorici degli antichi astronauti. Secondo questo filone di pensiero, crani come quelli ritrovati a Paracas in Perù, studiati dal ricercatore Brien Foerster, potrebbero suggerire la presenza di creature non umane sulla Terra (&#8220;The Enigma of Cranial Deformation: Elongated Skulls of the Ancients&#8221;, 2012). Foerster e altri hanno sottolineato come alcune caratteristiche—tra cui l&#8217;assenza delle suture parietali e l’eccessiva capienza cranica—potrebbero non trovare spiegazione nella biologia umana conosciuta.</p>
<p>Anche analisi del DNA condotte su campioni di crani allungati hanno generato risultati sorprendenti e controversi. Alcuni test genetici suggeriscono varianti che non sembrano appartenere a popolazioni umane moderne o antiche (&#8220;DNA Analysis of Paracas Skulls&#8221;, 2014). Tuttavia, la comunità scientifica richiede ulteriori ricerche e rigorosi metodi di verifica per accettare tali risultati come definitivi.</p>
<p>In conclusione, il fenomeno dei crani allungati resta un enigma avvolto nel mistero. Mentre molte prove sembrano indicare spiegazioni terrestri basate su pratiche culturali antiche, esistono anomalie che non possono essere ignorate. La possibile connessione con civiltà extraterrestri invita a un&#8217;indagine più approfondita e aperta, dove la scienza possa collaborare con altre discipline per svelare finalmente la verità. È evidente che, indipendentemente dall&#8217;origine, i crani allungati continuano a stimolare l’immaginazione e la curiosità, mantenendo viva l&#8217;ipotesi che essi possano rappresentare qualcosa di straordinario e ancora sconosciuto.</p>
<p><i>&#8211; Note bibliografiche principali: P. Tiesler, &#8220;Head Shaping and Dental Decoration Among the Ancient Maya: Archaeological and Cultural Aspects&#8221;, 1999; Brien Foerster, &#8220;The Enigma of Cranial Deformation: Elongated Skulls of the Ancients&#8221;, 2012; Analisi del DNA su Crani di Paracas, 2014.</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.technoenigma.com/2024/07/11/crani-allungati-prove-di-antiche-civilta-aliene/">Crani Allungati: Prove di Antiche Civiltà Aliene?</a> proviene da <a href="https://www.technoenigma.com">Technoenigma</a>.</p>
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